domenica 4 dicembre 2011

Eekah - seconda parte


Si svegliò lentamente, come se non volesse rendersi conto della situazione in cui si trovava. Era sdraiato su un fianco, con le mani legate da manette di ferro. Neppure l'istinto del tempo della sua specie riuscì a fargli comprendere quanto a lungo era rimasto privo di conoscenza. Fitte di dolore lo percorrevano dappertutto a ogni tentativo di muoversi. Si rese conto di essere in un carro: il rumore delle ruote, gli scossoni causati dalla strada.
Appena i suoi occhi si furono abituato all'oscurità, scorse vicino a sé una sagoma familiare. Doveva essere Grjusuk: in che guaio si erano cacciati?
«Grjusuk, amico, sei sveglio? Grjusuk!».
«Uh... si, sono sveglio adesso. Non riesco a muovermi. Dove siamo?».
«Siamo legati e siamo dentro un carro».
«Dove ci portano?».
«Non lo so. Mi sono svegliato adesso anch'io».
Erano legati in modo da non poter cambiare posizione e gli scossoni del carro non facevano che acuire le loro sofferenze.
A un tratto il carro rallentò e si fermò. Eekah cacolò che erano passate circa tre ore da quando si erano svegliati e il brontolio del suo stomaco gli fece supporre che doveva essere circa la seta o la settima ora.
Circa mezz'ora dopo la porta del carro si aprì e la luce che entrò ferì i loro occhi. Entrarono tre uomini armati che slegarono le loro mani superiori, non smettendo di minacciarli con le loro lance. Entrò poi un quarto uomo, che diede loro due scodelle e due cucchiai di legno. Nelle scodelle versò ciò che rimaneva del contenuto di una marmitta, ma l'odore nauseabondo che emanava fece loro rifiutare il cibo. Gli uomini urlarono loro contro e li percossero con le basi delle lance, ma nessuno dei due, nonostante la fame, fu capace di assaggiare quella sbobba.
Con due calci, uno degli uomini rovesciò loro addosso il contenuto delle scodelle, poi furono nuovamente legati e rinchiusi.
«Cosa ci faranno Eekah?», chiese sconsolato Grjusuk.
«Ti ripeto che non lo so! Non fare domande idiote!».
Si pentì subito della sua reazione. Non riusciva a vedere il volto del suo amico al buio, ma si rese conto che le sue parole lo avevano ferito.
«Ascolta, Grjusuk... perdonami. Sono io che ti ho trascinato in questo guaio. È solo che sono anch'io molto nervoso e preoccupato per ciò che ci attende alla fine di questo viaggio».
«No, Eekah. È colpa della mia goffaggine se siamo stati catturati. Pensi che qualcuno verrà a cercarci?»
«Suppongo di si, ma temo che perderanno le nostre tracce arrivati al fiume. Da lì non credo che qualcuno riuscirà a capire cosa abbiamo fatto e di certo non attraverseranno l'acqua».
«Cosa era quello schifo che ci hanno portato da mangiare?».
«Odorava di carne andata a male e c'erano state senz'altro delle verdure dentro. Lo avrei vomitato ancor prima di ingoiarlo».
«Già, anch'io», risero.
Il carro si rimise in movimento per fermarsi cinque ore dopo. Aprirono la porta e fuori era buio. Entrarono i soliti tre uomini armati, ma stavolta slegarono loro le mani inferiori e li costrinsero a scendere dal carro. Misero loro dei collari di ferro con i quali li legarono a un palo lungo circa due metri, poi li spinsero vicino a un fuoco.
Solo allora i due amici si resero conto che facevano parte di una carovana. Altri krèmoni erano stati catturati, ne contarono almeno venti, tutti legati a dei pali, tutti pesti e sanguinanti. Alcuni uomini armati di frusta giravano fra di loro, impedendo a tutti di parlare.
Eekah riconobbe appartenenti alle tribù di Atuvat e di Atnoonar, a giudicare dalla lunghezza delle corna tutti guerrieri adulti e pochi ragazzi appena più giovani di loro. Nessun altro della loro tribù era stato catturato, per fortuna, e non sembravano esserci femmine, altrimenti avrebbero senz'altro sentito le loro urla.
Anche se non avevano molti contatti con gli umani, Eekah, sapeva che i maschi della loro specie si eccitavano a dismisura davanti a una krèmone adulta, tanto da non riuscire a contenersi dall'usarle violenza. Adesso non rimpiangeva più di non aver portato Leeksha con sé.
Non riuscì a dormire quella notte e non poté scambiare informazioni con nessuno, poiché gli uomini li sorvegliarono tutta la notte.
All'alba li fecero mettere in marcia, frustandoli di quando in quando e colpendoli coi bastoni delle lance se cadevano e tardavano a rialzarsi.
La marcia di quel giorno fu un incubo. Due ragazzi della tribù di Atuvat, cui erano appena spuntate le corna, avevano delle brutte ferite e morirono durante il cammino. Furono decapitati e lasciati alle bestie, mentre le teste furono lasciate appese al palo.
Attraversarono un lungo tratto di foresta, facendo una confusione tale da far fuggire qualsiasi animale nel raggio di chilometri.
Fecero solo due brevi soste, giusto per lasciare che i prigionieri bevessero un sorso d'acqua a testa. Altri due morirono quel giorno. Eekah e Grjusuk furono gli unici a non lamentarsi mai, forse perchè erano quelli nelle condizioni migliori, ma ciò non risparmiò loro qualche frustata di tanto in tanto.
Era quasi il tramonto quando davanti a loro si parò una grande radura sulla sponda di un placido fiume dal letto molto ampio.
Si accamparono, e ancora una volta gli uomini li tennero distanti gli uni dagli altri e le guardie con le fruste non staccarono loro gli occhi di dosso, mentre altri uomini accendevano due grandi fuochi.
Neanche quella notte Eekah riuscì a dormire. Si chiedeva dove li stavano portando e se avrebbero mai avuto la possibilità di tornare a casa.
Il mattino arrivò con una grande novità. Gli uomini tolsero loro i ceppi dal collo e li condussero sulla riva del fiume. I krèmoni strabuzzarono gli occhi quando videro due grosse Lucertole Tonanti trainare una grande chiatta.
Gli uomini che cavalcavano le enormi bestie erano alti e indossavano uno strano diadema sulla fronte, identico, anche se più piccolo, a quello legato alla testa delle Lucertole Tonanti.
Gli enormi animali si muovevano su quattro zampe e quando si fermarono iniziarono a mangiare avidamente la carne che veniva loro fornita in grossi tocchi dagli assistenti dei cavalieri, mentre altri sganciavano la chiatta.
I due cavalieri andarono a parlare con quello che sembrava il comandante del gruppo che li aveva condotti lì. Eekah notò uno scambio di denaro e i prigionieri furono fatti salire sulla chiatta insieme alle Lucertole Tonanti.
Dopo un'ora circa iniziarono a discendere il fiume.